Auto aziendale all’amministratore di S.r.l.: fringe benefit o rimborso chilometrico?

La scelta tra auto aziendale in noleggio a lungo termine e rimborso chilometrico ACI per l’amministratore di una S.r.l. richiede oggi una valutazione fiscale più attenta. Le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2025, L. 207/2024, hanno infatti cambiato il regime dei fringe benefit auto, incidendo sulla convenienza delle diverse soluzioni.

Conviene intestare il noleggio a lungo termine alla società, assegnando l’auto all’amministratore in uso promiscuo, oppure lasciare il contratto in capo all’amministratore e riconoscergli i rimborsi chilometrici per le trasferte aziendali?

In questo articolo analizziamo i due scenari, mettendo a confronto deducibilità dei costi, tassazione dell’amministratore, documentazione richiesta e principali rischi fiscali.

Auto aziendale all’amministratore di S.r.l.: quali aspetti valutare

Assegnare un’auto all’amministratore di una S.r.l. non è mai una scelta puramente logistica, ma un vero e proprio tassello della pianificazione fiscale aziendale.

Il compenso dell’amministratore, essendo fiscalmente assimilato al reddito da lavoro dipendente, sblocca una serie di regole specifiche che impongono un’attenta valutazione costi-benefici.

In passato, molte imprese si affidavano a calcoli standardizzati o a “consuetudini” stratificate negli anni. Oggi, con il consolidarsi delle ultime novità normative sui fringe benefit e sulle penalizzazioni per i veicoli ad alte emissioni, lo scenario è radicalmente cambiato.

L’obiettivo non è più solo trovare l’auto giusta, ma individuare la formula contrattuale capace di massimizzare la deducibilità per la società senza gravare eccessivamente sulla pressione fiscale del professionista.

Noleggio a lungo termine aziendale e rimborso chilometrico: i due scenari

Le principali soluzioni percorribili sono due:

  1. il noleggio a lungo termine intestato alla S.r.l., con assegnazione dell’auto all’amministratore e applicazione del fringe benefit;
  2. il noleggio intestato privatamente all’amministratore, con riconoscimento dei rimborsi chilometrici ACI per le trasferte aziendali.

Vediamo come funzionano concretamente i due approcci, con i relativi vantaggi, svantaggi e profili di rischio.

Scenario A – Noleggio a lungo termine intestato alla S.r.l. con fringe benefit

In questo scenario, il contratto di noleggio a lungo termine è intestato alla società, che assegna la vettura all’amministratore in uso promiscuo, quindi sia per esigenze lavorative sia per finalità personali, per la maggior parte del periodo d’imposta.

• Lato S.r.l.: La società beneficia della deducibilità forfetaria al 70% delle spese (ex art. 164 TUIR), una

percentuale maggiorata rispetto alle auto aziendali non assegnate. Inoltre, l’inerenza del costo è solida: l’auto è un asset aziendale a tutti gli effetti, riducendo il rischio di contestazioni sull’inerenza del costo in caso di verifiche.

• Lato Amministratore: Il valore del fringe benefit concorre a formare il reddito assimilato a lavoro dipendente. Per i contratti firmati dal 2025, la base imponibile si calcola sul 50% dell’importo corrispondente a 15.000 km annui secondo le tabelle ACI. Questo valore scende drasticamente (al 10% o 20%) se si scelgono veicoli elettrici o ibridi plug-in, rendendo la tassazione in busta paga estremamente leggera a fronte di un utilizzo libero del mezzo.

• I contro: I costi del noleggio non sono mai deducibili al 100% (operano i tetti dell’art. 164) e la Gestione amministrativa del cedolino richiede precisione.

Scenario B – Noleggio privato e rimborso chilometrico ACI

In questo scenario, il contratto di noleggio è intestato direttamente all’amministratore come persona fisica.

La S.r.l. non ha l’auto a bilancio, non paga i canoni, ma rimborsa i chilometri effettivamente percorsi per le trasferte di lavoro, seguendo le tabelle ACI.

• Lato S.r.l.: decade qualsiasi limite legato all’art. 164 TUIR. Il rimborso chilometrico viene trattato come spesa per prestazioni di lavoro (art. 95 TUIR) e può essere deducibile per l’azienda, nel rispetto dei requisiti di inerenza, congruità e documentazione in base al principio di inerenza. Il bilancio resta più leggero.

• Lato Amministratore: Massima autonomia. Non c’è alcun fringe benefit in busta paga. Riceve i rimborsi che, nei limiti delle tabelle ACI e delle regole sulle trasferte, possono non concorrere alla formazione del reddito nei casi e nei limiti previsti dalla disciplina delle trasferte.

• I contro: È lo scenario più rischioso sotto il profilo ispettivo. L’Agenzia delle Entrate analizza al microscopio questi rimborsi per verificare che non nascondano compensi mascherati. Diventa obbligatorio tenere un registro trasferte (fogli di viaggio) impeccabile: date, tratte, motivi aziendali e chilometri esatti.

L’amministratore deve inoltre sostenere personalmente tutti i costi e i rischi legati al contratto di noleggio.

Noleggio aziendale o rimborso chilometrico: quale soluzione conviene?

La scelta non dipende da una preferenza personale, ma dai chilometri effettivi e dal tipo di vettura:

Lo Scenario A (Auto alla S.r.l. + Fringe Benefit) resta la strada più lineare e sicura se l’auto viene usata molto, sia per lavoro che privatamente. Se poi si opta per un veicolo a basse emissioni, l’abbattimento

della base imponibile introdotto dalla L. 207/2024 rende questa opzione potenzialmente molto conveniente dal punto di vista del risparmio fiscale complessivo.

Lo Scenario B (Rimborso KM) può risultare più adatto quando l’uso aziendale è sporadico e limitato. In questo caso si evita la complessità del fringe benefit, ma bisogna essere pronti a gestire una contabilità delle trasferte rigida e a prova di accertamento.

Ogni azienda ha esigenze diverse, ma pianificare la gestione della flotta (o della singola auto degli amministratori e figure chiave dell’azienda) partendo dai numeri e dalla conformità normativa è l’unico modo per ottimizzare i costi senza esporsi a rischi inutili.

Confronto tra noleggio aziendale con fringe benefit e rimborso chilometrico

ProfiloScenario A – NLT S.r.l. + fringe benefitScenario B – NLT amministratore + rimborso km
Intestazione contrattoS.r.l.Amministratore persona fisica
Normativa chiaveArt. 51, co. 4 TUIR (fringe) + art. 164, co. 1 lett. b‑bis TUIR + L. 207/2024 [1] [5]Art. 95 TUIR (spese per prestazioni di lavoro) + art. 51 TUIR (rimborsi)
Deduzione costi veicoloLimitata dai limiti art. 164 (veicolo non strumentale esclusivo) [5] [10]Nessuna applicazione art. 164 (la società deduce solo il rimborso chilometrico)
Trattamento amministratoreTassazione di un fringe benefit convenzionale (50% di 15.000 km × ACI per contratti dal 2025) [1]Tassazione dei rimborsi chilometrici, secondo regole per spese rimborsate (eventuali quote esenti/ imponibili)
Documentazione richiestaCalcolo fringe, tabelle ACI, assegnazione auto in uso promiscuoProspetti km, motivazioni trasferte, tabelle ACI
Rischio contestazioniBasso su inerenza (auto aziendale) ma possibile su corretto calcolo fringe/deducibilitàPiù elevato su inerenza e correttezza dei km/rimborsi
Impatto su patrimonio personale amm.Nessun esborso diretto per canoni NLT/costi autoAmministratore sopporta direttamente tutti i costi e riceve rimborsi

Come scegliere la soluzione più adatta per la propria S.r.l.

Non esiste una soluzione universalmente più conveniente.

Il noleggio a lungo termine intestato alla società con fringe benefit può essere più indicato quando l’auto viene utilizzata con continuità e anche per finalità personali.

Il rimborso chilometrico può invece essere adatto quando le trasferte aziendali sono sporadiche e il veicolo rimane prevalentemente nella sfera privata dell’amministratore.

Ogni valutazione dovrebbe essere effettuata sulla base di dati concreti, considerando:

  • il costo annuo del veicolo;
  • i chilometri aziendali effettivi;
  • la tipologia di alimentazione;
  • il valore del fringe benefit;
  • la deducibilità per la società;
  • l’impatto fiscale e contributivo sull’amministratore;
  • gli obblighi amministrativi e documentali.

Una corretta pianificazione consente di ottimizzare i costi senza esporsi a rischi fiscali e amministrativi non necessari.

Come scegliere tra fringe benefit e rimborso chilometrico per l’amministratore della S.r.l.

La scelta tra auto aziendale con fringe benefit e rimborso chilometrico ACI deve essere valutata considerando congiuntamente gli aspetti fiscali, contributivi, contrattuali e organizzativi. Non esiste infatti una soluzione valida per tutte le imprese: la convenienza dipende dal numero di chilometri percorsi, dalla tipologia di veicolo, dalle modalità di utilizzo e dagli obiettivi di pianificazione fiscale della società.

Il team di CA Consulting è a disposizione per analizzare le diverse soluzioni e individuare quella più coerente con le caratteristiche dell’azienda, il tipo di veicolo e le modalità di utilizzo.

Preferite la linearità del fringe benefit o la flessibilità dei rimborsi chilometrici? Contattateci per una valutazione personalizzata.

Francesco Cospito (Partner CA Group

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