La crisi di liquidità attuale, derivante dagli impatti negativi dell’emergenza COVID-19, riguarda ormai quasi tutti i comparti produttivi del nostro Paese, interessando la quasi totalità delle imprese indipendentemente dalla loro dimensione. Il blocco delle attività ha comportato una mancanza di regolari flussi finanziari con la conseguente incapacità degli operatori economici di far fronte puntualmente alle proprie obbligazioni con un rallentamento che rischia di incidere negativamente sulla stessa continuità aziendale.

Da qui le misure previste nel Decreto Liquidità che, con le semplificazioni previste per l’accesso al Fondo Centrale di Garanzia e con l’intervento della SACE, mirano all’erogazione di finanziamenti garantiti (totalmente o quasi) e a condizioni vantaggiose alle imprese qualunque sia la loro dimensione.

Nel particolare contesto di crisi nel quale stiamo vivendo si riscontra, quindi, un vero e proprio assalto a tali forme di finanziamento con cui le imprese richiedono importi anche consistenti con l’obiettivo di fronteggiare gli impegni di breve termine e accumulare una disponibilità in grado di sostenerle nel medio periodo poiché, ad oggi, non sono chiari le tempistiche e i futuri sviluppi di tale crisi.

Ai vantaggi legati a tali e doverose misure assunte dal Governo si associano, però, anche dei rischi di medio periodo che tendono ad essere sottovalutati. Le somme che potranno essere ottenute con tali strumenti non rappresentano contributi a fondo perduto ma finanziamenti a tutti gli effetti e, in quanto tali, dovranno essere rimborsati. Il periodo di preammortamento (fino a 24 mesi) risulta utile per concedere respiro alle aziende ma le stesse sono chiamate ad uno sforzo previsionale sui propri flussi finanziari che, mai come in questo periodo, risulta difficoltoso data la natura strettamente esogena di tali crisi finanziaria.

Risulta pertanto fondamentale una corretta definizione del fabbisogno finanziario dell’impresa al fine di sostenerla evitando di sovra indebitarla. A tal fine è necessario procedere all’elaborazione di un budget finanziario mensilizzato (se non addirittura settimanale) in cui rappresentare i flussi finanziari previsionali tenendo in considerazione l’incertezza nella quale si opera. Tale elaborato, se correttamente predisposto, costituirà sicuramente un plus nell’interazione con il sistema creditizio. Non bisogna, infatti, dimenticare che le informazioni ivi contenute risultano necessarie per accedere ai finanziamenti maggiori di € 25.000 previsti dal già menzionato decreto.

Nella predisposizione del budget finanziario, in primis, bisogna distinguere due livelli temporali: l’immediato (prossimi tre/quattro mesi) e il medio termine (prossimi 12/18 mesi). Nell’immediato la liquidità assume una prevalenza dovuta alle necessità di cassa a fronte di una rilevante riduzione degli incassi. Nel medio termine la gestione dei flussi finanziari rimarrà essenziale e sarà influenzata dalle scelte operative e dagli investimenti operati. Mentre il ricorso al credito bancario nell’immediato può essere una improrogabile necessità, nel medio termine dovrà conformarsi a una configurazione ottimale. Questo significa evitare di operare scelte confidando semplicemente nella immissione di liquidità esterna (in genere debito, benché garantito) e gestire le aziende con lo sguardo rivolto ai flussi finanziari derivanti dalla gestione ordinaria e da quella delle attività di investimento.

Sarà necessario procedere ad un’analisi dettagliata di tutte le voci di costo e ricavo al fine di stabilire in maniera dinamica la probabile evoluzione futura, ed in particolare:

CLIENTI valutare l’esigibilità dei crediti in essere, la probabilità di proseguimento degli ordini nel breve medio periodo ed eventuali cambiamenti nel mercato di riferimento, proporre sconti di natura finanziaria per anticipare le tempistiche d’incasso
FORNITORI individuare i fornitori strategici da tutelare, ridurre i costi non strettamente necessari per la prosecuzione dell’attività, ricercare eventuali possibilità di dilazione dei pagamenti
FINANZIATORI valutare la possibilità di moratorie e/o rinegoziazioni, richiedere i nuovi finanziamenti garantiti al sistema bancario ove ne ricorrano le condizioni e sia sostenibile il rimborso
PERSONALE analizzare degli strumenti di sostegno previsti dalla normativa, gestire il costo del lavoro con il ricorso alla fruizione di ferie e altri permessi retribuiti, rotazioni, riduzione (anche volontaria) di premi e compensi per il top management, incentivare lo smart working
LOCAZIONI valutare la possibilità di moratorie e/o rinegoziazioni e, nel caso in cui lo smart working risulti efficiente, considerare nuovi spazi ridotti e con minori costi
INVESTIMENTI razionalizzare i nuovi investimenti considerando la redditività delle singole linee di produzione e le considerazioni relative alla clientela, non dimenticare eventuali agevolazioni fiscali, rilevanti per alcune tipologie di beni
MAGAZZINO ridurre gli stock in giacenza e razionalizzare i processi produttivi (es. maggiore standardizzazione);
FINANZIAMENTO SOCI considerare la non postergazione di quelli effettuati in tale periodo

Per ottenere un’analisi efficace risulta fondamentale una condivisione informativa il più ampia possibile in cui ognuno possa essere portatore di osservazioni e proposte mirate ed in cui sia data ancora maggiore rilevanza alla condivisione di obiettivi, strategie e iniziative all’interno e all’esterno delle aziende.

Nell’attuale contesto, le aziende dovranno altresì procedere ad una mappatura dinamica dei diversi fattori chiave dell’operare aziendale (infrastrutture, macchinari e magazzini) nonché ad un monitoraggio dei rapporti in essere con clienti, fornitori e collaboratori consentendo al management di valutare il grado di affidabilità in termini di forniture, contribuzioni e pagamenti e creando i presupposti per una pianificazione attendibile. Tale processo di analisi deve includere anche uno studio del contesto e della concorrenza, oggi caratterizzati da estrema volatilità e incertezza, al fine di cogliere spunti ed indicazioni che potrebbero rivelarsi di fondamentale importanza.

Le risultanze delle valutazioni ed analisi, sopra brevemente esposte, dovranno portare all’elaborazione di un budget finanziario con almeno tre scenari: scenario base, best case e worst case. Nel perseguire gli obiettivi prefissati, è allo scenario peggiore, e più precisamente ai fattori scatenanti del medesimo (ritardi nelle riaperture produttive, nuovi periodi di lockdown, blocchi nelle forniture di merci ecc.), che il management dovrà prestare continua attenzione per adottare tempestivamente dei meccanismi correttivi al verificarsi di particolari eventi/scostamenti dalle previsioni validate.

Da tali considerazioni scaturiscono due necessità fondamentali per le imprese operanti nel presente periodo di crisi: professionalità adeguate e monitoraggio continuo.

Da qui la necessità di incentivare, specialmente per micro e piccole imprese, il ricorso a figure manageriali (temporary manager). Come esposto da Stefano Cuzzilla, presidente di Federmanager, l’idea di un’agevolazione per le PMI come un contributo finanziario per sostenere l’inserimento di competenze manageriali in azienda potrebbe risultare utile per supportare il tessuto imprenditoriale del nostro Paese in questa sfida di carattere eccezionale fornendo loro le necessarie professionalità. In questa fase le competenze richieste, oltre a quelle specifiche settoriali, sono indubbiamente quelle finanziarie e amministrative, ambito nel quale anche i professionisti possono, certamente, dare il loro contributo sia dal punto di vista tecnico (elaborazione budget e business plan) che di idee (ricorso a strumenti quali piani attestati di cui all’art. 67 L.F. a garanzia degli istituti di credito ecc.).

Il monitoraggio continuo risulta altresì fondamentale per individuare tempestivamente eventuali scostamenti dal budget consentendo al management di porre in essere azioni correttive. Tale attività di controllo potrebbe essere richiesta dagli stessi istituti di credito coinvolti nella concessione di finanziamenti (anche se garantiti dal Fondo di Garanzia/Sace) a maggior tutela della loro posizione o proposta agli stessi dalle aziende in sede di istruttoria al fine di agevolarne l’erogazione. In entrambe i casi l’affidamento di tale attività di monitoraggio al management con affiancamento di un professionista esterno (o società di revisione) risulterebbe di maggiore garanzia non solo nei confronti degli Istituti di credito ma di tutti gli stakeholder.


Marco Girelli

Articoli di finanza, economia e diritto