Ll legislatore non fornisce una specifica definizione di concordato in continuità aziendale, ma si limita ad individuarne gli elementi costitutivi. L’art.186-bis L.F. dispone in particolare che Quando il piano di concordato di cui all’articolo 161, secondo comma, lettera e) prevede la prosecuzione dell’attività di impresa da parte del debitore, la cessione dell’azienda in esercizio ovvero il conferimento dell’azienda in esercizio in una o più società, anche di nuova costituzione, si applicano le disposizioni del presente articolo. Il piano può prevedere anche la liquidazione di beni non funzionali all’esercizio dell’impresa

Da una prima interpretazione, strettamente letterale dell’art. 186-bis, la continuazione dell’attività è idonea a qualificare in continuità il concordato, quando sia garantita dallo stesso debitore oppure quando se ne preveda l’attuazione attraverso gli strumenti giuridici della cessione o del conferimento dell’azienda “in esercizio” in una o più società anche di nuova costituzione.

La nozione che ne deriva, pare ricomprendere pertanto, sia il concordato cosiddetto di “ristrutturazione” o con “continuità diretta”, ove la continuazione dell’azienda è garantita dallo stesso debitore, sia il “concordato con cessione” ovvero con “continuità indiretta” ove la continuazione è opera di un terzo distinto dal debitore.

Glossario di economia e finanza